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18 Febbraio, 2012

QUINTETO PORTEÑO

Il Gazzettino

«Desiderata» è un sogno che si avvera, la conferma di un gruppo composto da musicisti professionisti friulani e veneti (il Quinteto Porteño), che si dimostra maturo, solido e ottimamente affiatato, un cd ricco di personalità dove qualità tecnica e capacità creative si sposano armoniosamente, di «bellezza rara» (per Jazzagenda). È stato trasmesso dal seguitissimo programma Anima Jazz di Radio Fm, su Radio Tre, su Radio Due e integralmente da Radio Vaticana, piazzandosi fra i migliori cd di Jazz con fisarmonica in Italia all'Orpheus Music Award. L'occasione di sentirlo live è per questa sera al Teatro Pileo di Prata alle 21. Fondatore del Quinteto Porteño è Nicola Milan, fisarmonicista di Zoppola, che firma anche la maggior parte dei brani, riarrangiati da tutto il gruppo, composto da Simone D'Eusanio (violinista con all'attivo collaborazioni con Elisa, Giusy Ferreri, Antonella Ruggero), Daniele Labelli («poeta del pianoforte» capace di unire anima classica e anima jazz), Roberto Colussi (tra i chitarristi di riferimento in regione) e Alessandro Turchet (tra i migliori giovani contrabbassisti italiani con all'attivo più di 40 cd). «Tra noi - spiega Milan - c'è un grandissimo feeling, cosa che ci permette di non avere un leader e di fondere scrittura classica e assoli di stampo jazzistico nelle nostre esibizioni live. Dopo aver fatto un omaggio ad Astor Piazzolla con il nostro primo cd "Decarisimo", dove abbiamo voluto ricreare il suo mondo sonoro, andando oltre il mero spartito, abbiamo virato verso una ricerca più personale, partendo dal mondo latino americano, ma ricercando sonorità italiane e contaminazioni jazz. Ne è nata una fusione tra culture di grande impatto, una musica capace di essere colta e popolare nello stesso tempo, di cui è stata riconosciuta da tutti l'originalità".

Clelia Delponte per il Gazzettino

Ottobre-Dicembre, 2011

RIVER MASS CHOIR

Esce il nuovo Cd del River Mass Choir

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Produzione artistica: Alessandro Pozzetto

Registrazione e mixaggio: Marco Melchior

Presso The Groove Factory Studio Udine

Mastering: Alberto Roveroni - Effettonote. Milano

Giugno, 2011

QUINTETO PORTEÑO

Jazzitalia

Nasce nel 2006, il Quinteto Porteño è abile esportatore della tradizione musicale argentina di cui conosce segreti e virtù. Desiderata, prodotto da Alfa Project, è l'ultima fatica del quintetto squisitamente italiano che, questa volta, si confronta con la composizione e l'arrangiamento di dieci brani inediti adagiati su quarantasei minuti densi di tango. Molto è dovuto al magistero Piazzolla, artista cui il Quinteto Porteño aveva già tributato Decarísimo, e molto altro strizza l'occhio a melodie di fattura italiana che conferiscono un tocco di orecchiabilità alle composizioni: la miscela creata regala un infuso delicato anche per i palati più esigenti.

Milonga Z, brano d'apertura del disco, ben si presta a fare da sintesi di ciò che si ascolterà in seguito. I fraseggi di Milan alla fisarmonica si intrecciano ai contrappunti del violino di D'Eusanio come nella più tradizionale delle danze argentine, tra colpi di tacco e virate vertiginose. Milonga Canzone e A te - cantate dallo stesso autore, Milan, e dal soprano Lucia Vaccari - per quanto piacevoli all'ascolto, sono marcate da un lirismo troppo ricercato che a volte incide, almeno in parte, sul risultato finale dell'intero lavoro.

Pietro Scaramuzzo per Jazzitalia

Maggio, 2011

QUINTETO PORTEÑO

Roma in Jazz

"Il Quinteto Porteño, composto da Nicola Milan (fisarmonica), Simone D'Eusanio (violino), Daniele Labelli (pianoforte), Roberto Colussi (chitarra) e Alessandro Turchet (contrabbasso), è nato nel 2006 per esplorare il tango argentino, guardando in particolare alla musica di Astor Piazzolla. Il primo disco del quintetto, Decarísmo, era infatti un omaggio al compositore argentino, virtuoso del bandoneón e riformatore della cifra stilistica del tango. La sua rivoluzione aveva dato vita a un genere originale, il nuevo tango, che alla tradizione argentina univa elementi provenienti dalla musica classica e dal jazz.

La musica del Quinteto Porteño era stata accompagnata sin dagli esordi dall'entusiasmo e dall'apprezzamento del pubblico e adesso si presenta con composizioni originali interamente arrangiate dalla formazione, contenuti nell'album Desiderata, uscito per AlfaProjects (AlfaMusic).

Il punto di forza dell'ensemble è, oltre alla spontaneità espressiva, l'unione di mondi musicali molto diversi tra loro: nelle composizioni del Quinteto Porteño i ritmi argentini sono accompagnati dalla musica classica, dal jazz (ogni brano ha uno spazio dedicato all'improvvisazione) e da una vena cantabile tipicamente italiana.

In tal modo prende forma una musica colta, raffinata e al tempo stesso popolare, come è per ogni tango. C'è, però, in Desiderata, anche l'innovazione, il sincretismo e il piacere di un ascolto fluido e orecchiabile.

Ad aprire il disco c'è Milonga Z, una musica diretta e senza alcun preambolo, scandita da linee melodiche ritmate di fisarmonica e contrabbasso, seguite da un violino che rende lieve l'insieme. Song for Matteo unisce un pianoforte jazz a un suono di fisarmonica nostalgico e Desiderata, il brano che dà il titolo al disco, è un tango con un'introduzione lenta che si trasforma presto in un brano ballabile con ritmi cadenzati e motivi immediati. Chick to chick e Tango Quinto sono il perfetto esempio dell'unione, all'interno del disco, di classico, moderno e jazz, fino a creare un insieme di pregevole fattura. In Milonga Canzone, Windmill e A te compaiono invece anche le parti cantate, con testi in italiano scritti da componenti del Quinteto. In Waltz for Sopi il jazz torna a primeggiare in tutto il suo splendore, mentre il disco si chiude con Vento D'Autunno, congedando l'ascoltatore con gran delicatezza di armonia.

A colpire , sin dalle prime note e per tutto il disco, saranno le melodie orecchiabili e la ciclicità dei ritmi, oltre che la giusta mescolanza di stili diversi. Anche le parti più azzardate sono eseguite al meglio, come in A te quando, tra una parte cantata e l'altra, una fisarmonica tipica della tradizione argentina accompagna una chitarra distorta i cui fraseggi suonano all'unisono con altri strumenti. Desiderata è un disco che promette molto e la qualità delle composizioni, con l'autenticità delle parti suonate, garantisce la riuscita e soddisfa ogni aspettativa."

Giorgio Aprile

Aprile, 2011

QUINTETO PORTEÑO

JazzAgenda

"Desiderata è un album che prende, intimo, ruspante, vivo, che accompagna e non stanca mai. Nicola Milan (accordeon), Simone D'Eusanio (violin), Daniele Labelli (piano), Roberto Colussi (guitar), Alessandro Turchet (double bass). In arte, il Quinteto Porteño. Sonorità latine, sapientemente contaminate di melodismo italiano. Piacevole il risultato finale che gode della cura degli arrangiamenti, raffinati, e della scelta dei temi, orecchiabilissimi. Un album maturo che lascia cogliere la straordinaria intesa che c'è tra i musicisti, in un clima quasi familiare, estremamente empatico. Uscito per AlfaProjects (2010), Desiderata racconta. L'appassionato protagonismo dei fraseggi della fisarmonica di Milan in Milonga Z, brano d'apertura, lascia spazio alle spensierate atmosfere infantili di Song for Matteo, tra i brani più riusciti dell'album. Belli i crescendo, travolgenti; dolce il tema, da fischiettare, divertenti le code: è palpabile l'innocenza, l'ingenuità, la tenerezza del gesto imbarazzato di un bambino. Ci sarebbe tutto lo spazio di un racconto sussurrato, magari al femminile. Desiderataè di una bellezza rara. Un tema piacevolissimo che corteggia; poi, d'improvviso, punta il dito e lancia la sfida del desiderio che vuole, anche quando non potrebbe. Il gesto musicale si fa sensuale, segna il passo con passione, in un crescendo sempre emozionalmente vivido e ricco, latino. Intensi i dialoghi amorosi della fisarmonica col violino di D'Eusanio, carezzevole il contrabbasso di Turchet, quasi un violoncello colloquiante. Un intreccio perfetto di anime. Complessa, invece, quella di Chick to chick, vagamente orientaleggiante: belli i bassi, belle le progressioni della chitarra di Colussi che si lancia in un assolo cantabilissimo. Un po' aspro il contrasto dei velluti della chitarra con le spigolosità del piano di Labelli che risente di un timbro spesso troppo metallico. Ordinante la fisarmonica di Milan, che descrive e distribuisce spazi piacevolmente avvolgenti. Ci stanno benissimo le incantevoli divagazioni jazz della chitarra e del piano.

Due parole su Milonga Canzone(testo: D'Eusanio) e A te(testo: Milan), i brani che introducono e sperimentano la proposta canzone nell'album. In Milonga Canzone D'Eusanio compare nelle doppie vesti di autore e voce: è un pezzo morbidamente ballad, affidato nell'introduzione al lirismo del piano soul di Labelli, quasi smentito poi dall'ingresso a schiaffo del baritono, eccessivamente drammatico, scuro, severo per l'intensità toccante del testo. Distrae l'impasto timbrico, il ritmo dell'ascolto ne soffre e il discorso musicale risulta appesantito. La partecipazione del soprano Lucia Vaccari non alleggerisce. Commoventi e ben articolati i testi, anche nelle sinuosità del dedicato A te,ma appare azzardata la scelta dell'accostamento lirico. L'album non avrebbe sofferto la mancanza. Personalmente preferisco D'Eusanio al violino. Tango Quinto è il brano di ritorno al latino, in perfetto stile. Strisciante, appassionato, intimo, riflessivo, struggente. Windwillsperimenta in modo diverso l'intreccio con la voce del soprano. La bellezza del tema proposto dal violino, come del timbro e della compostezza vocale della Vaccari, non ritrovano però nella scelta del racconto all'unisono un connubio vincente; non c'è intesa, anzi, imbarazza non poco il ritardo della voce. Peccato. Con Waltz for Sopi ritornano anche le atmosfere incantate e spensierate della track 2, corali e piacevolmente farcite. Vento d'Autunno chiude, caduco, fermo. Mistiche le atmosfere minimal. Forse il brano in cui si avverte maggiormente la mancanza dell'accompagnamento ritmico delle percussioni, a sostegno dei crescendo che pèrdono, per questo, in tensione emotiva. Brucia, ma non deflagra, e forse è una scelta: una conclusione che non impressiona, ma accompagna, dolce, al repeat. Non stanca mai."

Eliana Augusti

Novembre, 2010

QUINTETO PORTEÑO

Esce il nuovo Cd per AlfaMusic/Egea

Acquistabile su :

iTunes

Jazzos

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"Il Quinteto Porteño nasce nel 2006 con l’intento di esplorare e studiare il tango argentino, con particolare riguardo per la musica del grande compositore Astor Piazzolla. L’entusiasmo e l’apprezzamento del pubblico hanno accompagnato la formazione fin dagli esordi, e sono stati rafforzati dal successo del primo disco inciso dal Quinteto, ‘Decarisimo’ un sentito omaggio proprio al genio di Piazzolla. Maturato un sound originale il Quinteto decide ora di affrontare composizioni proprie, presentandosi al pubblico con musica originale, interamente composta e arrangiata dalla formazione. Il punto di forza dell’ensemble resta la spontaneità espressiva, che rende le esecuzioni particolarmente convincenti. Riunendo musicisti provenienti da mondi musicali molto diversi fra loro, nelle composizioni del Quinteto la Musica classica, il Jazz (ogni brano ha uno spazio dedicato all’improvvisazione) e una vena cantabile tipicamente italiana si fondono con i ritmi argentini. Ne viene fuori una musica colta, raffinata e allo stesso tempo popolare, che riesce a entusiasmare e trascinare con sé qualsiasi ascoltatore."

Ottobre-Decembre, 2010

COLOURS OF GOSPEL

Esce il nuovo Cd dei Colours of Gospel

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Produzione artistica: Alessandro Pozzetto

Registrazione e mixaggio: Marco Melchior ChelAlè Music Lab.

Presso The Groove Factory Studio Udine

Assistenti di ripresa: Alessandro Barbina, Gabriele Melchior

Mastering: Alberto Roveroni - Effettonote. Milano

Ottobre, 31, 2010

SEMINARI e CONCERTI

Seminari offerti dalla Playschool

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Ottobre, 21, 2010

Quinteto Porteño "Desiderata"

 

 

"Mondomix"

"Quando il Quinteto Porteño nacque, nel 2006, inizialmente si prefiggeva lo scopo di esplorare e riproporre il
mondo e la musica di Astor Piazzolla. Il loro primo lavoro discografico Decarisimo (2008) era infatti un omaggio all'opera del grande Astor e ottenne un buon consenso di critica e di pubblico. Sostenuto da tale successo, il quintetto ci propone oggi, con Desiderata, una serie di brani inediti, da loro appositamente composti, quali espressione della raggiunta maturità. Il rigore che pervade il suono e la particolare solennità di alcune delle parti cantate conferiscono a questo lavoro una dimensione profondamente personale nel panorama milonguero italiano ed internazionale."
Elisabetta Sermenghi

Maggio, 30, 2010

SEMINARI e CONCERTI

Questa meravigliosa clinic si concentrerà sull'uso di forme degli accordi nella costruzione di un assolo a note singole. Aprirà ad alcuni dei misteri armonici, mostrando esattamente come la tastiera della chitarra si riferisce all'armonia senza l'utilizzo di scale diatoniche.
Non solo le nuove linee melodiche tratte dagli accordi appariranno più facili, ma nuovi e sfruttabili "voicings" verranno spiegati. Particolare attenzione verrà data a eliminare i buchi neri che spesso costringono un chitarrista a suonare sempre nelle stesse posizioni.
Particolare attenzione verrà data al fraseggio ritmico e di come la comprensione dello stesso è importante per lo sviluppo di armonia e melodia.

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Aprile, 11, 2010

SEMINARI e CONCERTI

Rassegna di concerti e seminari organizzati in collaborazione con la Play School of Music

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Febbraio, 1, 2010

QUINTETO PORTEÑO

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Gratificato dai numerosi concerti effettuati dopo l'uscita del primo cd "Decarísimo", ora il quintetto si presenta con una sfida, nuove musiche tutte originali composte ed arrangiate dal Quintetto Porteno: musica classica (tutte le parti sono scritte), Jazz (ogni brano ha uno spazio dedicato all’improvvisazione) e quella vena cantabile tipicamente italiana si fondono con ritmi argentini, musica colta e raffinata, ma anche popolare che sa entusiasmare qualsiasi ascoltatore.


A breve uscirà il nuovo CD dal titolo “Desiderata” registrato presso lo studio “Metro” di Ljubljana.

Marzo, 21, 2009

MAURIZIO BAGLINI & MASSIMILIANO CALDI con ORCHESTRA SINFONICA FVG

 

 

Il GAZZETTINO 21 marzo 2009


Giovedì sera il Teatro Comunale Giuseppe Verdi ha reso omaggio a Giuseppe Molinari, giovane musicista sacilese scomparso tragicamente nel 2006, e alla sua opera maggiore, il monumentale Concerto per pianoforte e orchestra op. 3, finora mai eseguito in pubblico. Si è trattato quindi di una prima assoluta che il Teatro Comunale stesso ha fortemente voluto e per la quale sono stati ingaggiati il pianista Maurizio Baglini e il direttore Massimiliano Caldi, al quale è stata affidata la guida dell'Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia.
Il Concerto di Molinari è una partitura ambiziosa che l'autore stesso ebbe la possibilità di incidere a Lubiana nel 1995 con l'Orchestra Sinfonica della Radiotelevisione Slovena diretta da Anton Nanut, ma che poi, forse a causa della sua complessità, non venne più eseguita e quindi rimase pressoché sconosciuta. Almeno fino ad ora. Già, perché la serata pordenonese non solo ha avuto il merito di far conoscere questo importante lavoro a un pubblico numeroso, ma è anche stata l'occasione per una nuova registrazione discografica dal vivo, che consentirà una più diffusa conoscenza di quest'opera.
Ad omaggiare la figura di Molinari hanno concorso anche gli altri brani scelti per completare la serata: la suite sinfonica dal balletto "Appalachian Spring" di Aaron Copland, e la celeberrima "Rhapsody in Blue" di Gorge Gershwin. Si tratta infatti di compositori che lo stesso Molinari amava e ai quali guardava come riferimenti stilistici nella sua ricerca di contaminazione tra i vari linguaggi musicali.
Al bravissimo Maurizio Baldini, a Massimiliano Caldi e all'Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia il merito di essere riusciti a rendere l'equilibrio delle sfumature, la complessità ritmica e la vitalità travolgente di tutte queste composizioni.

Aprile, 12, 2008

MOGOL IL POETA DELLA MUSICA ITALIANA

(Teatro dei Pazzi- Italia-2008)

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Splendida serata tenuta a San Donà con Mogol da cui è stato prodotto il Dvd "Mogol il Poeta della Musica Italiana".

Aprile, 1, 2006

 

JURY DAL DAN +BIG BAND DI PORDENONE+ feat.FRANCESCO BEARZATTI

Africa Personale (Farandola-Italia-2006)

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Musicologi

"Il Trio di Juri Dal Dan è cresciuto. Cresciuto sia in termini numerici che in qualità . Numerici perché il disco, come vedremo, non si limita alla formazione del trio e qualitativi perché i dieci brani racchiudono un vero microcosmo. In questo secondo cd il passo avanti si sente in modo netto.Africa Personale è la testimonianza del lavoro svolto dal pianista in questi ultimi anni. Il suo impegno con la Pordenone Big Band trova riscontro in Senegal e Vento caldo. Anche il sax di Francesco Bearzatti in Jama e Danza di stelle notturne suggella in modo eccellente le composizioni del pianista. La Big Band diretta da Nicola Bottos e il sax di Bearzatti non alterano la personalit? del trio, piuttosto si innestano in modo da alimentare ed arricchire le qualit? dei tre.
Quello che colpisce è la chiarezza di direzione che la musica di Dal Dan riesce ad offrire. Il pianista è molto lineare anche negli assoli che risultano in questo modo molto fluidi. Il basso elettrico di Gian Piero Cescut con la batteria ele percussioni di Massimo Nicoletti forgiano un mélange di suono acustico-elettrico affatto originale. In particolare le timbriche del bassista sono protese verso sonorità calde.
Un suono marcatamente Funk Cescut lo riserva per l'introdi Senegal con la Big Band compatta ad esporre il tema. In questo brano è da segnalare il bel solo alla chitarra di Roberto Colussi. Dal Dan ha utilizzato la Big Band anche in Vento caldo brano ritmicamente più disteso. Operazione alquanto intelligente perché consente di scoprire il lato meno noto delle possibilità sonore di un'orchestra di fiati. Il tema di Vento caldo è arricchito dalla voce di Clara Rivieri che si fonde con i fiati ampliando il gi? vario insieme di timbri, inoltre, il brano contiene anche l'assolo di Federico Missio al sax.
Il Blues, che non mancava neppure nel primo lavoro, è presente in questo disco con Scirocco Blues. Il brano nell'intro è quasi sussurrato dal trio, il qualeè sempre molto elastico nelle sue dinamiche. Africa Personale è il mondo sonoro di Juri Dal Dan musicista che vive e lavora a Pordenone. Città dove la presenza degli africani si sente e che costituisce un'opportunit? per chi intende concepirla come tale. Ecco allora che troviamo nei brani riferimenti al continente africano gi? dai titoli: Senegal, Un bambino africano (gioca sotto casa mia) e Ubuntu parola africana che significa: "io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti".
Questo cd adempie ad uno dei compiti dell'arte: farci ri/scoprire quello che crediamo di conoscere già . Juri Dal Dan ammette di essere quel tipo di viaggiatore che sogna di viaggiare, ma se questi sono i risultati di un "non viaggio": stai a casa Juri!"

Paolo Bomben

Marzo, 5 , 2005

QUARTETTO GHIRARDINI

Esce il nuovo Cd del Quartetto Ghirardini per l' etichetta (Extraurbana-Italia-2005)

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All About Jazz

"Registrazione live di un concerto tenuto il 4 marzo 2005 a Trieste dal quartetto del batterista e compositiore Ermes Ghirardini, ben noto per le sue partecipazioni a molteplici iniziative del jazz friulano, a cominciare dall' Orchestra Phophonix, questo CD include tutte composizioni del leader, tranne il brano popolare friulano (dalla tradizione di Sauris) "Geriesset Saist du Jesulain", riarrangiato dallo stesso Ghirardini.

Le tracce sono tutte molto lunghe ed includono ampi spazi per gli interventi solistici dei quattro musicisti, poco noti ma ricchi di cose da dire. Questo offre numerosi spunti interessanti, da' respiro alle composizioni e soprattutto crea grande suggestione nei brani piu' affascinanti, tra i quali spiccano "Aria" - brano sospeso ed evocativo, condotto splendidamente dal soprano di Lorenzo Marcolina e dalla batteria attenta del leader su atmosfere nordeuropee - e "Geriesset Saist du Jesulain" - nel quale le forti influenze popolari sono presentate in una cornice narrativa sofisticata ed esposte eccellentemente ancora da Marcolina, qui impegnato al clarone, in dialogo talvolta fitto con la chitarra di Roberto Colussi.

I fiati del polistrumentista risultano in primo piano in ogni brano (in "Bimba" e' notevole anche la sua interpretazione al tenore) e lo pongono all'attenzione come un musicista di indubbio valore e da seguire nei suoi futuri lavori, ma non possono sminuire il ruolo degli altri membri del gruppo, dal chitarrista elettrico Colussi, semplice e sofisticato al tempo stesso ed efficace sia nei soli molto intensi che nell'accompagnamento, al contrabbassista Alessandro Turchet (ottimo l'assolo in "Bimba"), fino ovviamente a Ghirardini, sia regista dell'organizzazione dei suoni che dettatore dei ritmi.

Un bel disco di jazz moderno, variegato, fruibile ed equilibrato, e non privo di riferimenti agli sviluppi dell'improvvisazione contemporanea.

Valutazione: * * * *

Neri Pollastri

"Jazz friulano, reunion di vecchie glorie e nuovi talenti"

Il Gazzettino 17/10/2004

Il batterista Ermes Maria Ghirardini ha diretto il suo nuovo quartetto "Uncommon People" su proprie composizioni dalla spiccata contabilità e attenzione per gli aspetti timbrici, innervandole con robuste ritmiche afro e folcloriche. Ampi spazi all'improvvisazione solistica e collettiva su "Schiume", "Aria" e "Cantare" tratta dalla suite commissionata nel 2002 dalla rassegna Hicetnunc e che fornisce il nome alla formazione composta da Roberto Colussi alla chitarra elettrica, Alessandro Turchet al contrabbasso e Lorenzo Marcolina al sax soprano e clarinetto basso. Strepitoso quest'ultimo in bella evidenza in tutti i brani, ma l'aspetto di più netta aderenza all'estetica jazzistica lo fornisce l'intenso interplay fra i musicisti disposti, non a caso, in cerchio a ribadire la natura relazionale e comunitaria di questa musica."

 

Flavio Massarutto