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Aprile, 2014

L'Unità edizione Nazionale

"Tango e suoni dal mondo in un abbraccio globale Quinteto Porteño Rinascimento AlfaMusic distr. Egea"

La tradizione del tango scavata fino a riportarne in superficie l'essenza, ritmo che pulsa di vita in ogni sua declinazione. Musica che si apre all'incontro senza snaturarsi. Arrivato al terzo disco, il Quinteto Porteño è ancora capace di stupire. E di affascinare con quel suo vivere la musica in modo onesto e coerente. Nicola Milan (accordeon), Daniele Labelli (pianoforte), Nicola Mansutti (violino), Roberto Colussi (chitarra) e Alessandro Turchet (contrabbasso) con i piedi sempre ben piantati nella tradizione di quel tango argentino che li ha fatti incontrare nel 2006 guardano e si aprono al mondo. Una strada già aperta dall'album precedente, Desiderata riuscito momento d'incontro fra musica popolare e improvvisazione jazz, classica e cantabile di tradizione italiana. Musicalità ricca di suggestioni oggi resa ancora più vitale dall'energia di una nuova consapevolezza. «C'è bisogno di un Rinascimento, di porre nuovamente al centro di ogni ragionamento e di ogni azione l'autenticità della persona e della vita. afferma il quintetto nelle note di copertina - C'è bisogno di un Rinascimento nella globalizzazione dei linguaggi e dei modi di pensare». E la dichiarazione trova piena realizzazione nel disco: Rinascimento incontra e racconta tutte le ansie, le tensioni di una società in crisi. Con Milonga dell'Incorenza l'inconsistenza e l'inaffidabilità di un uomo moderno a corto di tempo e di idee, e le contraddizioni sempre più stridenti di un mondo che ancora obbliga all'emigrazione, oggi come ieri, con Il Sogno Abbandonato. Speranze nonostante tutto ancora possibili con Il sole sopra le nuvole, e la vitalità femminile in Ciò che muove il mondo. Continua la ricerca di quell'alchimia musicale che non ha bisogno di immagini o di spettacoli per raccontarsi in Milonga de Porto, Quintedia, Tango 7. Diventa incontro fra culture che si mescolano senza calpestarsi, ma convivono in modo naturale come in Estango dove il tango abbraccia la musica Balcanica, o si fondono come in Rinascimento dove la tradizione italiana incontra l'innovazione rimanendo in perfetto equilibrio fra virtuosismo e sentimento. La musica del Quinteto Porteño è profonda e logica come un pensiero coerente.

di Paolo Odello Bel Disco Quello Del Quinteto Porteño Che Da Anni Studia La Musica Argentina Mettendola In Correlazione Con Altri Ritmi24 April 2014

Pubblicato nell'edizione Nazionale dell'Unità (pagina 21) nella sezione "Speciali" .

Aprile, 2014

Roma in Jazz e 4arts

Il Jazz Tango è stato ed è un fenomeno che ha visto importanti protagonisti di numerosi album di storica rilevanza, distinti da una tecnica agile, da cavate di gran rilievo e plasticità, da elegiache profondità del registro medio-grave che hanno valorizzato colori tenui e voluminosi, ombreggiati in emozionanti percorsi interiori che hanno sondato ogni aspetto della sensibilità e dell'oscura emotività dei Barrios cantati come Vicende Inedite, come documenti innovatori di un impressionismo astratto e di "regioni" dell'anima invocate come Esodo dall'Effimero in un linguaggio limpido, vivace e naturale. Fra questi, la seducente eccentricità di Astor Piazzolla, il vigore creativo del "Gotan Project" e di "Tanghetto", il modernismo di "Bajofondo". Il Quinteto Porteño descrive un'appassionata scansione dell' Età Contemporanea, anima i sentimenti più diversi, gestisce una movenza d'assieme che torna alle radici della ragione musicale di un'Avanguardia che da Astor Piazzolla ha preso le mosse, intuendone le Forme con l'umiltà di chi ne conosce i dissensi e la formazione classica, interpretandone il Piano Popolare e lo stile spiccatamente ritmico con movenze affettive e assolutamente contemporanee. Il Nuevo Tango rivive nell'improvvisazione emotiva dei 9 pentagrammi originali, nel progredire di un'esecuzione "triste" e sinuosamente jazzistica ("Quintedia"), nell'esegesi di passi lirici, leggeri e aforisitici ("Rinascimento"), nell'immaginazione di Armonie Moderne ed Elegiache ("Il sole sopra le nuvole"), nell'animazione di interventi ampi e discreti, interpretati secondo flessioni Blue ("Milonga de Porto"), dando generosamente spazio a Melodie inquiete, ad emozioni multicolori che nel Tango hanno costruito metafore d'accenti e di racconti nati da una Filosofia del Tempo (Perduto) e da un Linguaggio vivo di Culture che oltrepassano i confini della sua Terra d'origine biologica ("Tango 7", "Ciò che muove il Mondo") per muovere ai passi, come i danzatori che ne rappresentano da più d'un secolo l'iconografia, del Kletzmer, del Balcanico, del Folk mediterraneo, dei "canti semplici" nei Conventillos benarensi abitati fin dal 1880 da immigrati spagnoli, russi, tedeschi e italiani ("Milonga dell'incoerenza", "Il sogno abbandonato"). Dire del Tango che è "un pensiero triste che si balla" ( così Enrique Santos Discépolo, paroliere di Carlos Gardel, il più amato tra i cantori della "barrida" e della "balesita") è fin troppo riduttivo. La Forma del Tango vive di elementi anche molto distanti tra loro, che attendono null'altro che fondersi in suo nome. Questo, fra Valzer, Mazurca e Polka, suonano come "compagni di strada" i Cinque del Quinteto Porteño in un "conjunto" che si alimenta di tristezza e di ogni felicità smarrita, come insegnano i poeti dei Tempi Binari, in quanto la Felicità è per definizione effimera, illusoria, irrisoria. Una specificità del "Tango cançion" è l'uso di una lingua particolare, il Lunfardo; questo Idioma, nato con molta probabilità come gergo per non farsi capire soprattutto dalla polizia, è nei vocaboli "gomìa" (amigo)," troesma" (maestro, per antonomasia Gardel) e, naturalmente "gotàn" (tango). Tale torna in "Estango" come tal era in "Libertango"e "Violentango" di Piazzolla, chiosandone la caratteristica fondamentale, il Pastiche linguistico che in Musica è l'improvvisazione, parte integrante di questa Tekhnè e di questo ballo; senza di essa non si danza, si può solo ripetere una sequenza, un insieme di passi già conosciuti; ma se il ballo è anche imitazione del Vero è bene comunque sottolineare che non è solo questo, semmai un interpretare il Mélos in Armonie non Verbali in cui l'Uomo non preclude a se stesso alcuna possibilità di Movimento, soprattutto interiore. Immaginiamo in tal senso il rapido e tumultuoso volgere della Coreografia ideale di Nicola Milan, nel cui Finale la Passione cede all'improvvisazione ipnotica di un Tempo ("Estate e Tango") che non può e non intende spiegare i movimenti di un Gesto magnetico individuale di Ri-Nascita e Rinascimento, per l'appunto. Del Quinteto incanta l'Improvvisazione, Parola che direbbe Ragioni che risulterebbero alquanto complesse e in più forse svantaggiose; ciò che sappiamo è che essa è usata, nel Tango come in molte altre forme d'arte, per agitare, per sperimentare, per stupire. Il Nuevo che fu di Piazzolla è tutto in quel segreto che loro conoscono, e che esiste in quell'istante sovrannaturale  che si si crea tra passo e passo. Come ebbe a dire Carlos Gavito: "Rendere l'impossibile una cosa possibile: ballare il silenzio".

Fabrizio Ciccarelli per Roma in Jazz e 4arts

Aprile, 2014

Mi Caribe

Questo album prodotto da AlfaMusic (distr. Egea) è una bellissima sorpresa per i tangueri praticanti e gli appassionati di tutte le musiche sudamericane. "Rinascimento" del Quinteto Porteño è un viaggio dentro una musica universale come il tango -espressione ricca di fascino- e allo stesso tempo veicola una critica alla classe dirigente italiana, responsabile della triste attualità che sta vivendo il Paese, e lancia un messaggio di speranza a tenere duro, almeno un secondo in più del "nemico". Il progetto "Rinascimento" matura dalla crisi generale che l'uomo sta attraversando e in particolare dal caos politico e culturale che impera nel Belpaese. Le ansie, le tensioni, la mancanza di tempo e lʼincoerenza dellʼuomo moderno si ritrovano in brani come "Milonga dellʼIncoerenza", dedicata alla classe dirigente Italiana, o "Il Sogno Abbandonato" dedicata a tutte quelle persone che oggi come 100 anni fa sono obbligati a lasciare il proprio paese come ultima possibilità di salvezza. "Rinascimento" è anche un album di ricerca dove la musica comunica senza bisogno di immagini o di spettacolo, comunica per unʼalchimia squisitamente musicale come in "Milonga de Porto" o gioca con i numeri come in "Quintedia" e "Tango 7" ( rispettivamente in 5/4 e 7/4). Ci sono messaggi positivi e di speranza come nel brano "Il sole sopra le nuvole" o che omaggiano alla vitalità femminile come in "Ciò che muove il mondo". In questo viaggio le culture si mescolano senza calpestarsi e convivono in modo naturale come in "Estango" dove il tango abbraccia la musica Balcanica. Poi cʼè "Rinascimento", un linguaggio che fonde tradizione italiana e innovazione, virtuosismo e sentimento, musica e filosofia. Questo non è altro che l'essenza pura del tango, un'espressione musicale che emoziona. E ancor di più quando si viene a sapere che dietro questo bel "Rinascimento" ci sono cinque ottimi musicisti italiani, che non hanno nulla da invidiare alle più quotate formazioni argentine e potrebbero sbarcare senza timore a Buenos Aires. In sintesi, un Cd (con una copertina azzeccatissima) che non può mancare nella discoteca del tanguero e dei cultori di world music. Il Quinteto Porteño, composto da Nicola Milan (fisarmonica), Daniele Labelli (pianoforte), NicolaMansutti (violino), Roberto Colussi (chitarra) Alessandro Turchet (contrabbasso) nasce nel 2006 con l'intento di esplorare e studiare il tango argentino, con particolare riguardo per la musica del grande compositore Astor Piazzolla.

micaribe.it

Aprile, 2014

Salt Peanuts

Tante volte per capire come andare avanti con la nostra vita abbiamo bisogno di guardare indietro, di trarre ispirazione da quello che ci ha formati. Ci rivolgiamo al nostro vissuto, cerchiamo quella nota, quella melodia che ci ha cambiato la vita. E se siete in Quinteto Porteño troverete il tango. Ma se siete sempre il Quinteto Porteño saprete far nascere da questa passione per il tango qualcosa di nuovo. Rinascimento, il loro ultimo album uscito per l'Alfa Music, ne è la prova. Nicola Milan all'accordeon, Daniele Labelli al pianoforte, Nicola Mansutti al violino, Roberto Colussi alla chitarra, Alessandro Turchet al contrabbasso hanno deciso di ripartire dal tango, quello bello e appassionato. Dal li parte la loro rinascita. Già dal primo brano ci si accorge di come il tango venga manipolato tra gli strumenti e che da essi ne esca fuori rinato a nuova vita, simile ma diverso da se stesso. Tanghi e canzoni popolari si mescolano al jazz, che trova nell'improvvisazione la sua casa insieme alla bravura di ogni singolo musicista. L'accordeon di Nicola Milan fa da voce lirica nell'esposizione dei temi di ogni brano, accompagnato dal violino e dal contrabbasso e tutti e tre riescono a ricreare quell'atmosfera che si può trovare tra le strade di Buenos Aires. Ma Rinascimento non è solo questo. Con arrangiamenti molto ben articolati, pieni di cambi tempo e spazi di espressione dove i temi escono fuori come dal nulla, ogni brano esprime liricità e sentimento. Una progressione verso l'apertura dei sentimenti e delle pulsioni che parte dal primo brano fino ad arrivare all'ultimo. Il sogno abbandonato con il piano e il contrabbasso che fanno da background al tema esposto all'unisono dal violino e dall'accordeon è uno dei brani più intensi dell'album. Parte quasi chiuso in se stesso per poi aprirsi con il cambio tempo dove dialogano piano, contrabbasso e violino con toni più sognanti e illusori, mantenendo comunque quel ritmo passionale e sanguigno che solo un tango può avere. Più giocosi e influenzati da ritmi e melodie balcaniche sono Tango 7 e Milonga de Porto. Rinascimento è l'espressione di come da qualcosa di ormai antico e radicato nelle nostre culture come il tango, ci possa essere una nuova rinascita, che sia essa culturale, musicale o anche sociale. Un album molto curato, intenso, che gioca con il tango e lo usa come mezzo di espressione e trasporto verso qualcosa di nuovo e con arrangiamenti sofisticati che fanno di ogni brano una scoperta. Nicola Milan è forte e passionale con l'accordeon, strumento per eccellenza del tango. Con la sua liricità esprime al meglio il tema in ogni brano, caratterizzandolo e facendolo entrare subito in testa. Daniele Labelli al piano è di grande espressione. Comunicativo soprattutto nei solo, sa portare quel tocco in più di jazz. Nicola Mansutti ha una grande tecnica e sa portare ogni nota agli estremi della voce del violino, fino quasi a straziarla, aggiungendo quel tocco lancinante al tango e rendendolo ancora più espressivo. Roberto Colussi alla chitarra riesce a dialogare bene con ogni musicista ed esprimersi al meglio in ogni solo, portando un elemento di novità in ogni brano. Alessandro Turchet è quello che crea l'atmosfera in ogni brano, sostenendo il gruppo e dirigendolo verso il clima che vuole creare. Bravissimo nei dialoghi con gli altri strumenti, specialmente con il pianoforte. Rinascimento è la dimostrazione che è da noi stessi che dobbiamo partire affinché qualcosa possa cambiare. Sanguigno come solo un tango può essere ma allo stesso tempo nuovo, rigenerato. È questa non può che essere la dimostrazione che attraverso la musica avvengono le rinascite migliori.

Federica Di Bari per saltpeanutsjazz.wordpress.com

Aprile, 2014

Blogfoolk

Il Quinteto Porteño nasce nel 2006 dall'incontro tra Nicola Milan (fisarmonica), Daniele Labelli (pianoforte), Nicola Mansutti (violino), Roberto Colussi (chitarra) e Alessandro Turchet (contrabbasso), cinque musicisti di talento accomunati dal desiderio di esplorare e studiare il tango argentino, partendo dal repertorio del grande compositore Astor Piazzolla. Dopo il debutto con l'omaggio a Piazzolla di "Decarisimo", il Quinteto Porteño ha affinato sempre di più la sua cifra stilistica, caratterizzata da una grande vivacità di espressione nel dilatare e restringere le forme, ma soprattutto nell'improvvisazione di introduzioni ed assoli, il tutto innestato su composizioni originali in cui si intrecciano tra sonorità latin, improvvisazione jazz, musica classica e la vena cantabile tipica della tradizione italiana. A distanza di quattro anni dal loro secondo disco "Desiderata", segnalatosi tra i cinque migliori dischi jazz con fisarmonica agli Orpheus Music Award, li ritroviamo con "Rinascimento" disco composto da nove brani che, nel loro insieme, compongono una sorta di viaggio sonoro attraverso culture, tradizioni e sonorità diverse, alla ricerca di una nuova speranza per la nostra società, una sorta di ancora di salvezza dalle ansie, dalle tensioni, dalla mancanza di tempo, che caratterizza l'uomo moderno. Tutto ciò emerge con forza in brani come "Milonga Dell'Incoerenza", dedicata alla dissennata classe dirigente italiana, o "Songo Abbandonato", che stende un ponte tra presente e passato per raccontarci quegli italiani che scappano dalla propria terra alla ricerca di migliori fortune all'estero, e trova il suo vertice nella splendida "Ciò Che Muove Il Mondo" dedicata all'amore, come unica chiave per un futuro diverso. Non mancano, tuttavia, spaccati più leggeri ma non meno interessanti dal punto di vista musicale come nel caso della sinuosa "Milonga De Porto", in cui spicca la superba linea melodica tracciata dalla fisarmonica di Milan, o della fascinosa "Tango 7" della quale si apprezza l'eccellente interplay tra con il pianoforte di Labelli. Ascoltare questo disco è così un occasione preziosa per scoprire le splendide trame sonore tessute da Quinteto Porteño, che aprendosi ad una globalizzazione del linguaggio, ci invita a riportare di nuovo l'uomo e la sua autenticità al centro del mondo, riscoprendo l'energia della vita attraverso la musica.

Salvatore Esposito per blogfoolk.com

Aprile, 2014

MARTEDI' 8 APRILE 2014 una nuova puntata di ALL ONE JAZZ!

Nel corso della puntata ascolteremo QUINTETO PORTENO!

Collegatevi per la diretta internazionale audio e video dalle 21.00 alle 23.00 all'indirizzo internet www.radiovertigo1.com ed ascoltate Web Radio Vertigo One, la prima Web Radio registrata in Italia ufficialmente.
Giorgia Barosso vi aspetta in diretta sul Web!


Se vuoi seguire ALL ONE JAZZ su Facebook:
https://www.facebook.com/groups/allonejazz/
http://www.radiovertigo1.com/allonejazz.html

 

Febbraio, 2014

 

"Rinascimento"

Il nuovo Album del Quinteto Porteño (AlfaMusic 2014)

Dal 24 Febbraio su ITunes e sulle maggiori piattaforme on-line!

Settembre, 2013

 

15 Settembre, 2012

FVG GOSPEL CHOIR

La copertina del CD


Realizzata da Gian Piero Cescut, grafico e musicista, la copertina del disco FVG Gospel Choir PAR FURLAN (riportata nell’intestazione di questo comunicato), immortala la sagoma dello Sbilf Cjalcjut, lo spiritello specializzato nel procurare incubi, intento a danzare insieme alla rondinella (la Cisilute).
La rappresentazione creata da Cescut vuole essere un richiamo a due elementi presenti nel disco, che incarnano molto bene lo spirito degli arrangiamenti del disco, che hanno un approccio moderno e “punzecchiante” nei confronti della tradizione, pur rispettandola profondamente.


Note di Copertina


Al è pardabon cun interès che la Regjon e cjape part ae propueste di FVG Gospel Choir di lei intune clâf gnove tocs de tradizion liriche-musicâl furlane e slovene. La culture di un popul si insede massime ta lenghe e la lenghe mari e pant bielzà di bessole une sô armonie. Il cjant che, come ta chest câs achì, al va de classiche esecuzion a capele fin al Gospel di vuê al met in lûs mieçs espressîfs che a son cussì in dentri tal cûr de nestre int di no vê pôre di nissune influence. Il risultât al è propit di gjoldi.
L’Assessôr regjonâl
dot. Elio De Anna


E’ con vivo interesse che la Regione condivide con FVG Gospel Choir la riproposta in chiave moderna di brani della tradizione lirico-musicale friulana e slovena. Le radici culturali di un popolo affondano specialmente nella lingua e la lingua madre già di per sé sprigiona una propria armonia. Il canto che, come in questo caso, spazia dalla classica esecuzione a cappella al Gospel contemporaneo valorizza modi espressivi talmente penetrati nell’animo della nostra gente da non temere nemmeno le contaminazioni più azzardate. Il risultato è davvero gradevole.
L’Assessore regionale
dott. Elio De Anna


Se e je vere che dome la lenghe mari e rive a tradusi sintiments e il sintî plui profonts eco parcè che chest disc di gospel, la musiche nere plui spirituâl, al sune cussì intens. Cualchidun lu à dit che nô o sin blancs ma e je la nestre lenghe che e je nere.
Radio Onde Furlane
Pauli Cantarut


Musiche afroamericane e radici friulane? Sì, si può e lo dimostra FVG Gospel Choir, in tempi in cui sembrerebbe più facile costruire steccati che ponti. Qui manca poco, invece, per fare come nel film “The Commitments” e ribadire che ora sono i friulani (e non gli irlandesi) “i più neri d’Europa”…
Vice direttore de Il Friuli
Andrea Ioime

18 Febbraio, 2012

QUINTETO PORTEÑO

Il Gazzettino

«Desiderata» è un sogno che si avvera, la conferma di un gruppo composto da musicisti professionisti friulani e veneti (il Quinteto Porteño), che si dimostra maturo, solido e ottimamente affiatato, un cd ricco di personalità dove qualità tecnica e capacità creative si sposano armoniosamente, di «bellezza rara» (per Jazzagenda). È stato trasmesso dal seguitissimo programma Anima Jazz di Radio Fm, su Radio Tre, su Radio Due e integralmente da Radio Vaticana, piazzandosi fra i migliori cd di Jazz con fisarmonica in Italia all'Orpheus Music Award. Fondatore del Quinteto Porteño è Nicola Milan, fisarmonicista di Zoppola, che firma anche la maggior parte dei brani, riarrangiati da tutto il gruppo, composto da Simone D'Eusanio (violinista con all'attivo collaborazioni con Elisa, Giusy Ferreri, Antonella Ruggero), Daniele Labelli («poeta del pianoforte» capace di unire anima classica e anima jazz), Roberto Colussi (tra i chitarristi di riferimento in regione) e Alessandro Turchet (tra i migliori giovani contrabbassisti italiani con all'attivo più di 40 cd). «Tra noi - spiega Milan - c'è un grandissimo feeling, cosa che ci permette di non avere un leader e di fondere scrittura classica e assoli di stampo jazzistico nelle nostre esibizioni live. Dopo aver fatto un omaggio ad Astor Piazzolla con il nostro primo cd "Decarisimo", dove abbiamo voluto ricreare il suo mondo sonoro, andando oltre il mero spartito, abbiamo virato verso una ricerca più personale, partendo dal mondo latino americano, ma ricercando sonorità italiane e contaminazioni jazz. Ne è nata una fusione tra culture di grande impatto, una musica capace di essere colta e popolare nello stesso tempo, di cui è stata riconosciuta da tutti l'originalità".

Clelia Delponte per il Gazzettino

Ottobre-Dicembre, 2011

RIVER MASS CHOIR

Esce il nuovo Cd del River Mass Choir

clicca per entrare

Produzione artistica: Alessandro Pozzetto

Registrazione e mixaggio: Marco Melchior

Presso The Groove Factory Studio Udine

Mastering: Alberto Roveroni - Effettonote. Milano

Giugno, 2011

QUINTETO PORTEÑO

Jazzitalia

Nasce nel 2006, il Quinteto Porteño è abile esportatore della tradizione musicale argentina di cui conosce segreti e virtù. Desiderata, prodotto da Alfa Project, è l'ultima fatica del quintetto squisitamente italiano che, questa volta, si confronta con la composizione e l'arrangiamento di dieci brani inediti adagiati su quarantasei minuti densi di tango. Molto è dovuto al magistero Piazzolla, artista cui il Quinteto Porteño aveva già tributato Decarísimo, e molto altro strizza l'occhio a melodie di fattura italiana che conferiscono un tocco di orecchiabilità alle composizioni: la miscela creata regala un infuso delicato anche per i palati più esigenti.

Milonga Z, brano d'apertura del disco, ben si presta a fare da sintesi di ciò che si ascolterà in seguito. I fraseggi di Milan alla fisarmonica si intrecciano ai contrappunti del violino di D'Eusanio come nella più tradizionale delle danze argentine, tra colpi di tacco e virate vertiginose. Milonga Canzone e A te - cantate dallo stesso autore, Milan, e dal soprano Lucia Vaccari - per quanto piacevoli all'ascolto, sono marcate da un lirismo troppo ricercato che a volte incide, almeno in parte, sul risultato finale dell'intero lavoro.

Pietro Scaramuzzo per Jazzitalia

Maggio, 2011

QUINTETO PORTEÑO

Roma in Jazz

"Il Quinteto Porteño, composto da Nicola Milan (fisarmonica), Simone D'Eusanio (violino), Daniele Labelli (pianoforte), Roberto Colussi (chitarra) e Alessandro Turchet (contrabbasso), è nato nel 2006 per esplorare il tango argentino, guardando in particolare alla musica di Astor Piazzolla. Il primo disco del quintetto, Decarísmo, era infatti un omaggio al compositore argentino, virtuoso del bandoneón e riformatore della cifra stilistica del tango. La sua rivoluzione aveva dato vita a un genere originale, il nuevo tango, che alla tradizione argentina univa elementi provenienti dalla musica classica e dal jazz.

La musica del Quinteto Porteño era stata accompagnata sin dagli esordi dall'entusiasmo e dall'apprezzamento del pubblico e adesso si presenta con composizioni originali interamente arrangiate dalla formazione, contenuti nell'album Desiderata, uscito per AlfaProjects (AlfaMusic).

Il punto di forza dell'ensemble è, oltre alla spontaneità espressiva, l'unione di mondi musicali molto diversi tra loro: nelle composizioni del Quinteto Porteño i ritmi argentini sono accompagnati dalla musica classica, dal jazz (ogni brano ha uno spazio dedicato all'improvvisazione) e da una vena cantabile tipicamente italiana.

In tal modo prende forma una musica colta, raffinata e al tempo stesso popolare, come è per ogni tango. C'è, però, in Desiderata, anche l'innovazione, il sincretismo e il piacere di un ascolto fluido e orecchiabile.

Ad aprire il disco c'è Milonga Z, una musica diretta e senza alcun preambolo, scandita da linee melodiche ritmate di fisarmonica e contrabbasso, seguite da un violino che rende lieve l'insieme. Song for Matteo unisce un pianoforte jazz a un suono di fisarmonica nostalgico e Desiderata, il brano che dà il titolo al disco, è un tango con un'introduzione lenta che si trasforma presto in un brano ballabile con ritmi cadenzati e motivi immediati. Chick to chick e Tango Quinto sono il perfetto esempio dell'unione, all'interno del disco, di classico, moderno e jazz, fino a creare un insieme di pregevole fattura. In Milonga Canzone, Windmill e A te compaiono invece anche le parti cantate, con testi in italiano scritti da componenti del Quinteto. In Waltz for Sopi il jazz torna a primeggiare in tutto il suo splendore, mentre il disco si chiude con Vento D'Autunno, congedando l'ascoltatore con gran delicatezza di armonia.

A colpire , sin dalle prime note e per tutto il disco, saranno le melodie orecchiabili e la ciclicità dei ritmi, oltre che la giusta mescolanza di stili diversi. Anche le parti più azzardate sono eseguite al meglio, come in A te quando, tra una parte cantata e l'altra, una fisarmonica tipica della tradizione argentina accompagna una chitarra distorta i cui fraseggi suonano all'unisono con altri strumenti. Desiderata è un disco che promette molto e la qualità delle composizioni, con l'autenticità delle parti suonate, garantisce la riuscita e soddisfa ogni aspettativa."

Giorgio Aprile

Aprile, 2011

QUINTETO PORTEÑO

JazzAgenda

"Desiderata è un album che prende, intimo, ruspante, vivo, che accompagna e non stanca mai. Nicola Milan (accordeon), Simone D'Eusanio (violin), Daniele Labelli (piano), Roberto Colussi (guitar), Alessandro Turchet (double bass). In arte, il Quinteto Porteño. Sonorità latine, sapientemente contaminate di melodismo italiano. Piacevole il risultato finale che gode della cura degli arrangiamenti, raffinati, e della scelta dei temi, orecchiabilissimi. Un album maturo che lascia cogliere la straordinaria intesa che c'è tra i musicisti, in un clima quasi familiare, estremamente empatico. Uscito per AlfaProjects (2010), Desiderata racconta. L'appassionato protagonismo dei fraseggi della fisarmonica di Milan in Milonga Z, brano d'apertura, lascia spazio alle spensierate atmosfere infantili di Song for Matteo, tra i brani più riusciti dell'album. Belli i crescendo, travolgenti; dolce il tema, da fischiettare, divertenti le code: è palpabile l'innocenza, l'ingenuità, la tenerezza del gesto imbarazzato di un bambino. Ci sarebbe tutto lo spazio di un racconto sussurrato, magari al femminile. Desiderataè di una bellezza rara. Un tema piacevolissimo che corteggia; poi, d'improvviso, punta il dito e lancia la sfida del desiderio che vuole, anche quando non potrebbe. Il gesto musicale si fa sensuale, segna il passo con passione, in un crescendo sempre emozionalmente vivido e ricco, latino. Intensi i dialoghi amorosi della fisarmonica col violino di D'Eusanio, carezzevole il contrabbasso di Turchet, quasi un violoncello colloquiante. Un intreccio perfetto di anime. Complessa, invece, quella di Chick to chick, vagamente orientaleggiante: belli i bassi, belle le progressioni della chitarra di Colussi che si lancia in un assolo cantabilissimo. Un po' aspro il contrasto dei velluti della chitarra con le spigolosità del piano di Labelli che risente di un timbro spesso troppo metallico. Ordinante la fisarmonica di Milan, che descrive e distribuisce spazi piacevolmente avvolgenti. Ci stanno benissimo le incantevoli divagazioni jazz della chitarra e del piano.

Due parole su Milonga Canzone(testo: D'Eusanio) e A te(testo: Milan), i brani che introducono e sperimentano la proposta canzone nell'album. In Milonga Canzone D'Eusanio compare nelle doppie vesti di autore e voce: è un pezzo morbidamente ballad, affidato nell'introduzione al lirismo del piano soul di Labelli, quasi smentito poi dall'ingresso a schiaffo del baritono, eccessivamente drammatico, scuro, severo per l'intensità toccante del testo. Distrae l'impasto timbrico, il ritmo dell'ascolto ne soffre e il discorso musicale risulta appesantito. La partecipazione del soprano Lucia Vaccari non alleggerisce. Commoventi e ben articolati i testi, anche nelle sinuosità del dedicato A te,ma appare azzardata la scelta dell'accostamento lirico. L'album non avrebbe sofferto la mancanza. Personalmente preferisco D'Eusanio al violino. Tango Quinto è il brano di ritorno al latino, in perfetto stile. Strisciante, appassionato, intimo, riflessivo, struggente. Windwillsperimenta in modo diverso l'intreccio con la voce del soprano. La bellezza del tema proposto dal violino, come del timbro e della compostezza vocale della Vaccari, non ritrovano però nella scelta del racconto all'unisono un connubio vincente; non c'è intesa, anzi, imbarazza non poco il ritardo della voce. Peccato. Con Waltz for Sopi ritornano anche le atmosfere incantate e spensierate della track 2, corali e piacevolmente farcite. Vento d'Autunno chiude, caduco, fermo. Mistiche le atmosfere minimal. Forse il brano in cui si avverte maggiormente la mancanza dell'accompagnamento ritmico delle percussioni, a sostegno dei crescendo che pèrdono, per questo, in tensione emotiva. Brucia, ma non deflagra, e forse è una scelta: una conclusione che non impressiona, ma accompagna, dolce, al repeat. Non stanca mai."

Eliana Augusti

Novembre, 2010

QUINTETO PORTEÑO

Esce il nuovo Cd per AlfaMusic/Egea

Acquistabile su :

iTunes

Jazzos

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"Il Quinteto Porteño nasce nel 2006 con l’intento di esplorare e studiare il tango argentino, con particolare riguardo per la musica del grande compositore Astor Piazzolla. L’entusiasmo e l’apprezzamento del pubblico hanno accompagnato la formazione fin dagli esordi, e sono stati rafforzati dal successo del primo disco inciso dal Quinteto, ‘Decarisimo’ un sentito omaggio proprio al genio di Piazzolla. Maturato un sound originale il Quinteto decide ora di affrontare composizioni proprie, presentandosi al pubblico con musica originale, interamente composta e arrangiata dalla formazione. Il punto di forza dell’ensemble resta la spontaneità espressiva, che rende le esecuzioni particolarmente convincenti. Riunendo musicisti provenienti da mondi musicali molto diversi fra loro, nelle composizioni del Quinteto la Musica classica, il Jazz (ogni brano ha uno spazio dedicato all’improvvisazione) e una vena cantabile tipicamente italiana si fondono con i ritmi argentini. Ne viene fuori una musica colta, raffinata e allo stesso tempo popolare, che riesce a entusiasmare e trascinare con sé qualsiasi ascoltatore."

Ottobre-Decembre, 2010

COLOURS OF GOSPEL

Esce il nuovo Cd dei Colours of Gospel

clicca per entrare

Produzione artistica: Alessandro Pozzetto

Registrazione e mixaggio: Marco Melchior ChelAlè Music Lab.

Presso The Groove Factory Studio Udine

Assistenti di ripresa: Alessandro Barbina, Gabriele Melchior

Mastering: Alberto Roveroni - Effettonote. Milano

Ottobre, 31, 2010

SEMINARI e CONCERTI

Seminari offerti dalla Playschool

clicca per entrare

Ottobre, 21, 2010

Quinteto Porteño "Desiderata"

 

 

"Mondomix"

"Quando il Quinteto Porteño nacque, nel 2006, inizialmente si prefiggeva lo scopo di esplorare e riproporre il
mondo e la musica di Astor Piazzolla. Il loro primo lavoro discografico Decarisimo (2008) era infatti un omaggio all'opera del grande Astor e ottenne un buon consenso di critica e di pubblico. Sostenuto da tale successo, il quintetto ci propone oggi, con Desiderata, una serie di brani inediti, da loro appositamente composti, quali espressione della raggiunta maturità. Il rigore che pervade il suono e la particolare solennità di alcune delle parti cantate conferiscono a questo lavoro una dimensione profondamente personale nel panorama milonguero italiano ed internazionale."
Elisabetta Sermenghi

Maggio, 30, 2010

SEMINARI e CONCERTI

Questa meravigliosa clinic si concentrerà sull'uso di forme degli accordi nella costruzione di un assolo a note singole. Aprirà ad alcuni dei misteri armonici, mostrando esattamente come la tastiera della chitarra si riferisce all'armonia senza l'utilizzo di scale diatoniche.
Non solo le nuove linee melodiche tratte dagli accordi appariranno più facili, ma nuovi e sfruttabili "voicings" verranno spiegati. Particolare attenzione verrà data a eliminare i buchi neri che spesso costringono un chitarrista a suonare sempre nelle stesse posizioni.
Particolare attenzione verrà data al fraseggio ritmico e di come la comprensione dello stesso è importante per lo sviluppo di armonia e melodia.

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Aprile, 11, 2010

SEMINARI e CONCERTI

Rassegna di concerti e seminari organizzati in collaborazione con la Play School of Music

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Febbraio, 1, 2010

QUINTETO PORTEÑO

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Gratificato dai numerosi concerti effettuati dopo l'uscita del primo cd "Decarísimo", ora il quintetto si presenta con una sfida, nuove musiche tutte originali composte ed arrangiate dal Quintetto Porteno: musica classica (tutte le parti sono scritte), Jazz (ogni brano ha uno spazio dedicato all’improvvisazione) e quella vena cantabile tipicamente italiana si fondono con ritmi argentini, musica colta e raffinata, ma anche popolare che sa entusiasmare qualsiasi ascoltatore.


A breve uscirà il nuovo CD dal titolo “Desiderata” registrato presso lo studio “Metro” di Ljubljana.

Marzo, 21, 2009

MAURIZIO BAGLINI & MASSIMILIANO CALDI con ORCHESTRA SINFONICA FVG

 

 

Il GAZZETTINO 21 marzo 2009


Giovedì sera il Teatro Comunale Giuseppe Verdi ha reso omaggio a Giuseppe Molinari, giovane musicista sacilese scomparso tragicamente nel 2006, e alla sua opera maggiore, il monumentale Concerto per pianoforte e orchestra op. 3, finora mai eseguito in pubblico. Si è trattato quindi di una prima assoluta che il Teatro Comunale stesso ha fortemente voluto e per la quale sono stati ingaggiati il pianista Maurizio Baglini e il direttore Massimiliano Caldi, al quale è stata affidata la guida dell'Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia.
Il Concerto di Molinari è una partitura ambiziosa che l'autore stesso ebbe la possibilità di incidere a Lubiana nel 1995 con l'Orchestra Sinfonica della Radiotelevisione Slovena diretta da Anton Nanut, ma che poi, forse a causa della sua complessità, non venne più eseguita e quindi rimase pressoché sconosciuta. Almeno fino ad ora. Già, perché la serata pordenonese non solo ha avuto il merito di far conoscere questo importante lavoro a un pubblico numeroso, ma è anche stata l'occasione per una nuova registrazione discografica dal vivo, che consentirà una più diffusa conoscenza di quest'opera.
Ad omaggiare la figura di Molinari hanno concorso anche gli altri brani scelti per completare la serata: la suite sinfonica dal balletto "Appalachian Spring" di Aaron Copland, e la celeberrima "Rhapsody in Blue" di Gorge Gershwin. Si tratta infatti di compositori che lo stesso Molinari amava e ai quali guardava come riferimenti stilistici nella sua ricerca di contaminazione tra i vari linguaggi musicali.
Al bravissimo Maurizio Baldini, a Massimiliano Caldi e all'Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia il merito di essere riusciti a rendere l'equilibrio delle sfumature, la complessità ritmica e la vitalità travolgente di tutte queste composizioni.

Aprile, 12, 2008

MOGOL IL POETA DELLA MUSICA ITALIANA

(Teatro dei Pazzi- Italia-2008)

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Splendida serata tenuta a San Donà con Mogol da cui è stato prodotto il Dvd "Mogol il Poeta della Musica Italiana".

Aprile, 1, 2006

 

JURY DAL DAN +BIG BAND DI PORDENONE+ feat.FRANCESCO BEARZATTI

Africa Personale (Farandola-Italia-2006)

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Musicologi

"Il Trio di Juri Dal Dan è cresciuto. Cresciuto sia in termini numerici che in qualità . Numerici perché il disco, come vedremo, non si limita alla formazione del trio e qualitativi perché i dieci brani racchiudono un vero microcosmo. In questo secondo cd il passo avanti si sente in modo netto.Africa Personale è la testimonianza del lavoro svolto dal pianista in questi ultimi anni. Il suo impegno con la Pordenone Big Band trova riscontro in Senegal e Vento caldo. Anche il sax di Francesco Bearzatti in Jama e Danza di stelle notturne suggella in modo eccellente le composizioni del pianista. La Big Band diretta da Nicola Bottos e il sax di Bearzatti non alterano la personalit? del trio, piuttosto si innestano in modo da alimentare ed arricchire le qualit? dei tre.
Quello che colpisce è la chiarezza di direzione che la musica di Dal Dan riesce ad offrire. Il pianista è molto lineare anche negli assoli che risultano in questo modo molto fluidi. Il basso elettrico di Gian Piero Cescut con la batteria ele percussioni di Massimo Nicoletti forgiano un mélange di suono acustico-elettrico affatto originale. In particolare le timbriche del bassista sono protese verso sonorità calde.
Un suono marcatamente Funk Cescut lo riserva per l'introdi Senegal con la Big Band compatta ad esporre il tema. In questo brano è da segnalare il bel solo alla chitarra di Roberto Colussi. Dal Dan ha utilizzato la Big Band anche in Vento caldo brano ritmicamente più disteso. Operazione alquanto intelligente perché consente di scoprire il lato meno noto delle possibilità sonore di un'orchestra di fiati. Il tema di Vento caldo è arricchito dalla voce di Clara Rivieri che si fonde con i fiati ampliando il gi? vario insieme di timbri, inoltre, il brano contiene anche l'assolo di Federico Missio al sax.
Il Blues, che non mancava neppure nel primo lavoro, è presente in questo disco con Scirocco Blues. Il brano nell'intro è quasi sussurrato dal trio, il qualeè sempre molto elastico nelle sue dinamiche. Africa Personale è il mondo sonoro di Juri Dal Dan musicista che vive e lavora a Pordenone. Città dove la presenza degli africani si sente e che costituisce un'opportunit? per chi intende concepirla come tale. Ecco allora che troviamo nei brani riferimenti al continente africano gi? dai titoli: Senegal, Un bambino africano (gioca sotto casa mia) e Ubuntu parola africana che significa: "io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti".
Questo cd adempie ad uno dei compiti dell'arte: farci ri/scoprire quello che crediamo di conoscere già . Juri Dal Dan ammette di essere quel tipo di viaggiatore che sogna di viaggiare, ma se questi sono i risultati di un "non viaggio": stai a casa Juri!"

Paolo Bomben

Marzo, 5 , 2005

QUARTETTO GHIRARDINI

Esce il nuovo Cd del Quartetto Ghirardini per l' etichetta (Extraurbana-Italia-2005)

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All About Jazz

"Registrazione live di un concerto tenuto il 4 marzo 2005 a Trieste dal quartetto del batterista e compositiore Ermes Ghirardini, ben noto per le sue partecipazioni a molteplici iniziative del jazz friulano, a cominciare dall' Orchestra Phophonix, questo CD include tutte composizioni del leader, tranne il brano popolare friulano (dalla tradizione di Sauris) "Geriesset Saist du Jesulain", riarrangiato dallo stesso Ghirardini.

Le tracce sono tutte molto lunghe ed includono ampi spazi per gli interventi solistici dei quattro musicisti, poco noti ma ricchi di cose da dire. Questo offre numerosi spunti interessanti, da' respiro alle composizioni e soprattutto crea grande suggestione nei brani piu' affascinanti, tra i quali spiccano "Aria" - brano sospeso ed evocativo, condotto splendidamente dal soprano di Lorenzo Marcolina e dalla batteria attenta del leader su atmosfere nordeuropee - e "Geriesset Saist du Jesulain" - nel quale le forti influenze popolari sono presentate in una cornice narrativa sofisticata ed esposte eccellentemente ancora da Marcolina, qui impegnato al clarone, in dialogo talvolta fitto con la chitarra di Roberto Colussi.

I fiati del polistrumentista risultano in primo piano in ogni brano (in "Bimba" e' notevole anche la sua interpretazione al tenore) e lo pongono all'attenzione come un musicista di indubbio valore e da seguire nei suoi futuri lavori, ma non possono sminuire il ruolo degli altri membri del gruppo, dal chitarrista elettrico Colussi, semplice e sofisticato al tempo stesso ed efficace sia nei soli molto intensi che nell'accompagnamento, al contrabbassista Alessandro Turchet (ottimo l'assolo in "Bimba"), fino ovviamente a Ghirardini, sia regista dell'organizzazione dei suoni che dettatore dei ritmi.

Un bel disco di jazz moderno, variegato, fruibile ed equilibrato, e non privo di riferimenti agli sviluppi dell'improvvisazione contemporanea.

Valutazione: * * * *

Neri Pollastri

"Jazz friulano, reunion di vecchie glorie e nuovi talenti"

Il Gazzettino 17/10/2004

Il batterista Ermes Maria Ghirardini ha diretto il suo nuovo quartetto "Uncommon People" su proprie composizioni dalla spiccata contabilità e attenzione per gli aspetti timbrici, innervandole con robuste ritmiche afro e folcloriche. Ampi spazi all'improvvisazione solistica e collettiva su "Schiume", "Aria" e "Cantare" tratta dalla suite commissionata nel 2002 dalla rassegna Hicetnunc e che fornisce il nome alla formazione composta da Roberto Colussi alla chitarra elettrica, Alessandro Turchet al contrabbasso e Lorenzo Marcolina al sax soprano e clarinetto basso. Strepitoso quest'ultimo in bella evidenza in tutti i brani, ma l'aspetto di più netta aderenza all'estetica jazzistica lo fornisce l'intenso interplay fra i musicisti disposti, non a caso, in cerchio a ribadire la natura relazionale e comunitaria di questa musica."

 

Flavio Massarutto